venerdì 11 giugno 2021

LE PISTE CICLABILI NON SIANO UN ALIBI PER TAGLIARE ALBERI IN SALUTE

 

LE PISTE CICLABILI NON SIANO UN ALIBI PER TAGLIARE ALBERI IN SALUTE

 

 Apprendiamo con preoccupazione l’esistenza di un progetto che, come già accaduto per il parco “Vittime della Foibe”, prevede anche nei pressi del parco “Chico Mendez” l’abbattimento di alcuni alberi in salute per far posto a una pista ciclabile che fa parte dell’itinerario dedicato alle due ruote che dovrà unire la stazione di Fontivegge all’area di Pian di Massiano.

 

Già in un nostro dossier sui lavori di riqualificazione dell’intera area di Fontivegge, realizzato assieme a Legambiente e inviato all’attenzione dell’Amministrazione Comunale lo scorso mese di gennaio, presentammo rilievi critici riguardo la realizzazione di percorsi ciclabili realizzati in condivisione con quelli pedonali (lo stesso concetto di itinerario ciclo-pedonale sarebbe da evitare), nonché interni a parchi, ovvero quando non direttamente coerenti con un progetto di mobilità ciclabile ma a scopo principalmente ricreativo; ciò vale a maggior ragione quando questo richiede l’abbattimento di alberi in salute.

 

Fiab Perugia Pedala ha sempre chiesto e continuerà a chiedere anche una maggiore dote infrastrutturale per favorire il traffico ciclistico, ma la pista ciclabile non è l’unica soluzione per raggiungere lo scopo, soprattutto se la sua realizzazione va a discapito degli alberi. In una città dove si fa enorme fatica a realizzare quel minimo di provvedimenti, tra l’altro a scarsissimo impatto economico, che agevolino la mobilità dolce, quali le corsie ciclabili introdotte con le recenti modifiche al codice della strada, le zone 30, la possibilità di utilizzare le corsie preferenziali dei bus, ecc. assistiamo alla realizzazione di piste ciclabili che vanno a scapito o dei marciapiedi o degli alberi dei nostri parchi.

Nel caso in specie, la zona è già tranquillamente percorribile in bicicletta dal momento che insiste su traverse condominiali o addirittura già interdette al traffico automobilistico e basterebbe solamente meglio evidenziare e segnalare il percorso. Nel dossier prima citato, avevamo anche fatto proposte specifiche di corsie e piste lungo le strade esistenti.

 

Ribadiamo che per incentivare la mobilità ciclistica, cosa di cui questa città ha assoluto bisogno, serve progettare e realizzare percorsi che siano diretti e sicuri, realizzandoli lungo le strade e non sopra i marciapiedi o in mezzo ai parchi.

 

FIAB Perugia Pedala pur apprezzando che si incrementino i chilometri di piste ciclabili in città, non intende però avallare in alcun modo progetti invasivi nei confronti dell’ambiente in quella che diventa così una sorta di “guerra tra poveri”.

 

 

FIAB PERUGIA PEDALA APS

Il presidente – Paolo Festi

giovedì 10 giugno 2021

TORNA IL SERVIZIO TRASPORTO BICI AL SEGUITO NEI TRENI REGIONALI UMBRI

 VA A SEGNO IL PRESSING DI FIAB NEI CONFRONTI DI REGIONE E TRENITALIA: TORNA IL SERVIZIO TRASPORTO BICI AL SEGUITO NEI TRENI REGIONALI UMBRI.

 

Finalmente è arrivata l’ufficialità del ripristino del servizio di trasporto bici al seguito in tutti i treni regionali umbri da domenica 13 giugno. La soppressione quasi totale di questo tipo di servizio verificatasi all’inizio del 2021 rappresentava una grave limitazione per tutti coloro che vogliono sfruttare l’intermodalità bici+treno sia per motivi di lavoro o studio sia per l’attività cicloturistica che poneva la nostra regione in posizione penalizzante rispetto alle altre.

 

Non appena ci eravamo accorti di questa grave limitazione, come coordinamento FIAB Umbria avevamo lanciato subito un grido di allarme cercando una interlocuzione con la Regione e con Trenitalia, con quest’ultima che si è subito dimostrata sensibile alla questione, in particolare nella persona del Direttore Regionale Dr.ssa Amelia Italiano, mettendo in atto quanto necessario per ovviare al problema e mantenendo la promessa di restituire questo prezioso servizio agli utenti con l’entrata in vigore dell’orario estivo.

 

Ora il prossimo passo che chiediamo alla Regione per incentivare l’intermodalità treno+bici, è quello di prevedere la gratuità del servizio almeno per i residenti in modo tale che chi vuole sfruttarla per spostarsi quotidianamente per lavoro o per studio, o la famiglia che desidera fare una passeggiata in bicicletta, non venga eccessivamente penalizzata dal costo di 3,50 euro al giorno, che risulta talvolta addirittura più alto del biglietto per il viaggiatore.

 

Analoga rilevanza dovrà essere poi data ad un altro prezioso tassello dell’intermodalità, quella bus+bici, in vista della imminente gara per l’assegnazione del servizio per i prossimi anni.

 

 

COORDINAMENTO FIAB UMBRIA   (fiab.umbria@gmail.com)

mercoledì 12 maggio 2021

Il TAR dell’Umbria accoglie il ricorso di Fiab Perugia e FIAB Marsciano

 

Il TAR dell’Umbria accoglie il ricorso di Fiab Perugia e FIAB Marsciano. Sospesa l’ordinanza della Provincia di Perugia: imponeva il limite di 5 km/h per le biciclette lungo 125 chilometri di strade nella Media Valle del Tevere

 




Il TAR dell’Umbria ha accolto l’istanza cautelare presentata da Fiab Perugia Pedala APS e Fiab Amici della Bicicletta Marsciano sospendendo l’Ordinanza n. 15/2021 con la quale la Provincia di Perugia ha invaso di cartelli con limite di velocità per le biciclette a 5 km/h circa 125 km di strade provinciali nell’area marscianese e tuderte.

I giudici hanno ravvisato come il provvedimento in esame appaia a prima vista irragionevole e sproporzionato poiché impone ai ciclisti di mantenere, anche nei tratti di strada non particolarmente deformati, una velocità tale da non poter condurre agevolmente il mezzo in condizioni di sicurezza.

L’avvocato Alessandra Bircolotti, legale delle due associazioni, aveva ben evidenziato nel ricorso come tale ordinanza non rispondeva ad alcuna oggettiva necessità e la non fondatezza delle motivazioni addotte dalla Provincia di Perugia.

L’udienza di merito è stata fissata per il 26 ottobre. Nel frattempo i cartelli con i limiti di velocità a 5 km/h devono essere rimossi e anche in vista della prossima estate eviteremo di accogliere in maniera ostile i cicloturisti che decideranno di far visita nella nostra regione.

 Le segnalazioni che hanno oggetto quelle strade da parte di alcuni utenti e di alcuni Comuni riguardano per lo più generica presenza di buche e danni arrecati agli automezzi. Nessun reclamo da parte di ciclisti, nessun incidente che li ha visti coinvolti negli ultimi 4 anni, nessun riscontro per il quale una così drastica limitazione di velocità dovrebbe portare alla soluzione dei problemi lamentati o a un miglioramento generale della sicurezza stradale.

La verità è che la Provincia di Perugia cercava solo di tutelarsi da eventuali richieste di risarcimento in caso di gravi lesioni che dovesse subire chi va in bicicletta in seguito a una caduta dovuta alle cattive condizioni stradali.


ALCUNE NOTE TECNICHE

Esistono infatti già i normali segnali di pericolo per avvertire della presenza di avvallamenti o dissesti stradali.

L’articolo 141 del Codice della Strada  impone a chiunque di adeguare la propria velocità in base alle condizioni di strada, traffico e meteo e non c’è bisogno di queste assurde imposizioni che, oltre che ingenerare un pericoloso senso di inutilità della segnaletica stradale, si rivelano dannose da qualunque parte le si osservi. Perché il ciclista veniva messo o nelle condizioni di infrangere le norme, dal momento che è impensabile nonché molto difficile osservare la velocità massima di 5 km/h per chilometri e chilometri di strade secondarie a scarso volume di traffico, o, nel caso avesse deciso di adeguare la velocità a tale limite, rischiare per la propria incolumità dal momento che andando a 5 km/h aumenta notevolmente il differenziale di velocità tra la bicicletta e gli altri veicoli incrementando esponenzialmente il rischio di tamponamento e di danni gravi in caso di impatto.

Era una ordinanza che danneggiava inoltre l’utenza a due ruote. E’ notorio che la misura più efficace per la sicurezza di chi va in bicicletta è che vi sia un maggior numero di biciclette presenti nelle strade e una misura del genere non fa che scoraggiarne l’uso e far sentire il ciclista come un utente “indesiderato”. Senza contare i danni a tutto il comparto cicloturistico.

Da ultimo  un paio di considerazioni amare.

Fiab aveva cercato sin dal primo giorno di instaurare un dialogo con la Provincia di Perugia per cercare una soluzione plausibile che cercasse di ottemperare sia le esigenze di sicurezza per tutti gli utenti della strada sia una serena fruizione delle stesse da parte di chi le percorre in bicicletta. Richiesta di dialogo che però è rimasta senza risposta e che ci ha costretto a dover ricorrere fino al Tar.

Inoltre dobbiamo registrare come abbiamo dovuto portare avanti questa battaglia di dignità per tutto il popolo delle due ruote (oltre al limite di 5 km/h per le biciclette, l’ordinanza prevedeva anche il limite di 10 km/h per le moto) nella più completa solitudine. Nessun atto, nemmeno mezza esternazione da parte di tutte le altre istituzioni locali che abbiamo cercato di coinvolgere e che a parole si professano grandi sostenitrici della mobilità sostenibile e del valore del cicloturismo.

 

Paolo Festi – Presidente Fiab Perugia Pedala APS

Micaela Doretto – Presidente Fiab Amici della Bicicletta Marsciano

sabato 17 aprile 2021

E' tempo di veloruzione


Nell'inserto Micropolis, in edicola il 7 Aprile con Il Manifesto, ampio spazio alle associazioni umbre che si occupano di tematiche ambientale, tra cui anche FIAB Perugia Pedala e l'intero coordinamento FIAB Umbria.


 

lunedì 15 marzo 2021

Assemblea soci FIAB Perugia Pedala

Sabato 13 marzo si è tenuta, in modalità online, l’Assemblea annuale di FIAB Perugia Pedala.

Punti principali delll’odg erano l’approvazione di modifiche allo Statuto per poter procedere all’iscrizione nel Registro Unico del Terzo Settore, il bilancio 2020, e l’elezione del nuovo Consiglio direttivo, composto da 7 persone, che resterà in carica due anni: ne faranno parte
Paolo Festi
, confermato presidente, due consiglieri uscenti: Mirko Iacobucci e Paolo Rosignoli, e 4 nuovi consiglieri:
Laura Pinti Gervasi
,
Michele Guaitini
,
Andrea Righini
e Brando Gervasi.
Dopo un impegno diretto fin dalla fondazione dell’Associazione nel 2015, escono invece dal Consiglio:
Maria Grazia Celani
, presidente fino al 2019 e vice-presidente uscente, Fabrizio Rossi,
Dorrie Seijffert
e Fabio Topini, cui va il ringraziamento di tutti/e per l’impegnò e la dedizione nel far crescere l’associazione. Tutti/e loro continueranno ovviamente a essere soci/e attivi/e e presenti.
L’assemblea ha confermato che FIAB dovrà continuare a rafforzare il ruolo e il riconoscimento che si è ritagliata in città e nel territorio, promuovendo la cultura e l’uso della bici a tutti i livelli: da quello quotidiano come mezzo di trasporto all’uso amatoriale nel tempo libero o nel cicloturismo.
Fondamentale sarà continuare il lavoro di confronto e pressione con le Istituzioni, in primis col
Comune di Perugia
, già portato avanti con discreto profitto nel corso dell’ultimo anno.
FIAB Perugia Pedala si impegnerà per una città che garantisca a tutti/e il diritto di muoversi e spostarsi in sicurezza, a partire dalle persone e categorie più fragili e indifese: bambini/e, persone anziane e con ridotta mobilità, pedoni, ciclisti e dove lo spazio pubblico sia liberato dalle auto e restituito alla socialità.
Ci sentiamo insieme parte e promotori di un cambiamento che sta già avvenendo, ma che vogliamo spingere sempre di più e rivolgiamo a tutte le persone che si riconoscono nei nostri obiettivi l’invito a sostenerci: più siamo, più contiamo.
Da ultimo, ma non ultimo, l’auspicio è quello di poter tornare presto a organizzare pedalate insieme.

domenica 14 marzo 2021

Bilancio attività 2020 FIAB Perugia Pedala APS

Il 13 marzo 2021 si è svolta l'Assemblea Ordinaria 2021 dei soci FIAB Perugia Pedala APS. Per l'occasione abbiamo tracciato un bilancio delle attività svolte nel 2020.

Anche, o forse soprattutto, in quest'anno travagliato, e nonostante le restrizioni alla promozione e svolgimento di attività sociali, FIAB Perugia Pedala è stata una presenza attiva e significativa:
✅ a maggio dello scorso anno, eravamo ancora in pieno lockdown, assieme a
Circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere
e
SinistraUniversitaria - UdU Perugia -
presentammo un documento sulla mobilità post emergenza (chi poteva prevedere che l'emergenza sarebbe continuata fino ad oggi??) all'Amministrazione e al Consiglio comunale del
Comune di Perugia
. In seguito, questo documento fu ripreso da alcuni consiglieri e consigliere dei gruppi minoranza in Consiglio e trasformato in odg, discusso e approvato all'unanimità in Terza Commissione.
✅ tra giugno e settembre 2020 abbiamo promosso Bike the City, una serie di pedalate urbane che avevano un duplice obiettivo:
➡ richiamare l'Amministrazione sulla necessità di definire e completare itinerari e percorsi ciclabili (alcuni già tratteggiati) per consentire ai cittadini di utilizzare la bici in sicurezza anche negli spostamenti quotidiani;
➡ mostrare alla cittadinanza che anche a Perugia è possibile utilizzare la bici, soprattutto grazie all'e-bike; non va comunque dimenticato che larga parte del territorio è pianeggiante;
Tutti gli appuntamenti sono stati molto partecipati, in particolare
quello conclusivo che si è svolto in settembre a Ponte San Giovanni, uno degli eventi della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, a cui hanno preso parte anche l'Assessora
Margherita Scoccia
e alcuni consiglieri comunali.
✅ Da settembre a dicembre 2020 si è aperto un tavolo di confronto con i referenti del settore mobilità del Comune; questa era una delle proposte emerse dalla Terza Commissione del Consiglio Comunale. L'obiettivo era la definizione di percorsi e collegamenti ciclabili da realizzare nelle aree di Ponte San Giovanni e Casenuove/San Sisto, quest'ultima come messa a rete del collegamento ciclabile tra la facoltà di Ingegneria e quella di Medicina, già finanziata. Siamo in attesa che il Comune "restituisca" il lavoro svolto, ovvero trasformi le idee e i suggerimenti in tracciati e progetti; avrebbe dovuto farlo entro gennaio, abbiamo sollecitato, anche perché su queste aree sono già stati stanziati finanziamenti per circa 700 mila €.
✅ A ottobre 2020 si è svolta Paciclica, manifestazione che accompagna la Marcia della Pace. Nonostante le restrizioni, sono arrivate delegazioni di ciclisti da varie città italiane (Parma, Brescia, Roma, ecc); FIAB Perugia si è occupata del coordinamento con la Tavola della Pace e dell'accoglienza delle delegazioni. Sull'ultimo numero di
BC - Amici della bicicletta
, si può trovare un resoconto.
✅ Tra dicembre 2020 e gennaio 2021 abbiamo partecipato a due manifestazioni pubbliche di interesse su bandi ministeriali e regionali, con capofila il Comune di Perugia: il primo dell'Assessorato al Marketing Territoriale sulla promozione del cicloturismo, il secondo di quello all'Urbanistica sulla qualità dell'abitare a Ponte San Giovanni. Aldilà del merito dei progetti e di quello che sarà il loro esito, un segnale del ruolo e dello spazio che l'associazione da anni si sta ritagliando.
✅ A gennaio, assieme a Legambiente, abbiamo preparato un corposo dossier critico sul progetto di riqualificazione dell'area di Fontivegge, nel quale sono previsti anche la realizzazione di Zone 30 e percorsi ciclabili. Un lavoro puntiglioso e attento, con l'intenzione di dare un contributo positivo e l'auspicio che ci siamo ancora tempi e spazi per portare modifiche migliorative alle opere in progetto.
✅ In questo ultimo periodo, ci stiamo occupando di due questioni che attengono al riconoscimento e alla promozione della ciclabilità, nonché al diritto dei ciclisti (urbani, appassionati, amatori, cicloturisti, ecc) di non essere considerati e trattati come cittadini/e di serie B:
➡ la vicenda dei cartelli col limite di velocità a 5 km/h per le bici che la
Provincia di Perugia
sta disseminando su varie strade. La riteniamo una decisione sbagliata sotto vari punti di vista; abbiamo cercato di interloquire, senza avere risposta, sia col Presidente che col dirigente del servizio Mobilità; abbiamo informato la stampa locale, che ha ripreso i nostri rilievi; attualmente, continuiamo a monitorare la faccenda e intraprenderemo tutte le strade possibili contro questa scelta.
➡ il servizio di trasporto bici sui treni che attraversano la nostra Regione è pressoché nullo; un grave danno sia per i cittadini, che in ottica di promozione del cicloturismo, in una regione che al contrario afferma di volerci puntare. Avvieremo un confronto con la
Regione Umbria
, assieme al coordinamento regionale di
Fiab Umbria
, perchè questo è un tema centrale.
Anche a Perugia, città considerata ostica e difficile, sta crescendo il numero delle persone che si muovono in bici, e FIAB Perugia Pedala è insieme parte e promotrice di questo cambiamento: unisciti a noi, per chiedere e avere una città in cui spostarsi a piedi o in bici sia un piacere e un diritto, e che metta al proprio centro le persone, a partire dai bambine e dalle bambine, per finire alle persone anziane e a quelle con ridotta mobilità.

venerdì 12 febbraio 2021

limite di velocità di 5 km/h per le bici: la lettera di FIAB al Presidente della Provincia di Perugia e al Dirigente del Servizio Gestione Viabilità

 

                                                                        Al Presidente della Provincia di Perugia Luciano Bacchetta

                                                                          Al Dirigente Servizio Gestione Viabilità Andrea Rapicetta

 

Oggetto: istituzione del limite di velocità di 5 km/h in alcuni tratti di strade provinciali                  

 

Gent.mi,

le scriventi associazioni FIAB Perugia Pedala e FIAB Marsciano – Amici della Bicicletta, associate a FIAB Italia (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), Federazione riconosciuta dal Ministero delle Infrastrutture e presente a vari Tavoli di consultazione a livello nazionale e locale, e facenti parte del Coordinamento FIAB Umbria, comprendente anche le Associazioni di Foligno, Gubbio e Terni, sono impegnate nella promozione della mobilità sostenibile, sia urbana che come forma di turismo, in particolare per quanto riguarda l’uso della bicicletta.

Abbiamo letto con viva preoccupazione la notizia che in un tratto di circa 15 km della SP n. 340 è stato istituito il limite di velocità per le biciclette a 5 km orari per via del fondo stradale degradato.

Non solo, sempre da fonti di stampa locale, pare che lo stesso limite sarà via via implementato in altri tratti di strade provinciali.

Pur comprendendo la preoccupazione che sta alla base di tale decisione, ci preme sottolineare che il rimedio rischia di essere peggiore del male.

Ammettendo (probabilmente in maniera ipocrita) che tale limite venga rispettato da chi percorre quelle strade in bicicletta, questo, oltre a mortificare i tempi di percorrenza, aumenterebbe in maniera esponenziale i rischi per gli utilizzatori dei mezzi a due ruote per una serie di motivi:

-          La velocità di 5 km/h è di per sé difficile, se non impossibile, da mantenere; l’equilibrio sui pedali è instabile e questo potrebbe provocare maggiori possibilità di rischio di cadute, nonché maggiori difficoltà nell’effettuare manovre che si dovessero rendere necessarie in particolari situazioni;

-          In caso di provenienza da dietro di un veicolo (autovettura o camion) nello stesso senso di marcia, il differenziale di velocità tra i due mezzi riduce drasticamente il tempo a disposizione del guidatore nel percepire il pericolo di un ostacolo poco più che fermo lungo la propria corsia di percorrenza e di conseguenza gli spazi di frenata nel caso in cui non sia possibile procedere al sorpasso. Rischio ancor più evidente quando ciò avviene appena dopo una curva, magari nei tratti di discesa.

Lo stesso ciclista ha meno tempo per percepire l’incombente pericolo.

-          La velocità di 5 km/h è la velocità di quando si cammina a piedi. E non a caso i pedoni sono obbligati a circolare lungo il bordo strada opposto a quello della direzione di marcia, proprio per avere maggior possibilità nel percepire i pericoli ed eventualmente porre in essere tutte le misure di precauzione per evitare pericoli.

Tutti motivi che indurrebbero il ciclista a non rispettare paradossalmente tale limite per motivi di sicurezza; di fatto, il ciclista viene quindi messo nella condizione di dover scegliere se non rispettare la norma o se veder aumentare il rischio di possibili incidenti con altri veicoli, con esiti probabilmente più infausti di eventuali cadute a causa di buche.

Un trattamento che francamente la categoria non merita.

Ancor più preoccupante sarebbe adottare come misura alternativa il divieto totale di percorrenza di quelle strade per le biciclette.

Lungi da noi voler far passare messaggi del tipo che i ciclisti non siano tenuti ad osservare le norme e le precauzioni che tutti gli utenti della strada dovrebbero osservare; riteniamo però, a maggior ragione in una fase storica dove si cerca di incentivare la mobilità dolce, di cui la bicicletta è il mezzo più rappresentativo e simbolico, che con questo tipo di decisioni si vada in direzione opposta.

In caso di asfalto particolarmente degradato, va anche considerato che il ciclista, alla costante ricerca di tragitti meno trafficati, è comunque maggiormente predisposto a percorrere terreni accidentati di ogni tipo; riteniamo pertanto sia più saggio adottare misure di tipo diverso, di natura più persuasiva che impositiva, come ad esempio possono essere cartelli di pericolo che avvisano delle condizioni del fondo stradale.

A supporto di quanto sosteniamo, ci pare corretto anche fare appello alla  legge n. 366/1998 recante "Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica", oltre a incentivare, con un apposito fondo presso il Ministero dei Trasporti (art. 3) la realizzazione di interventi necessari allo sviluppo e alla sicurezza stradale del trasporto ciclistico urbano e turistico, all'art. 10, commi 1 e 2, apportando modifiche al nuovo Codice della strada, ha posto l'obbligo per gli Enti proprietari delle strade di realizzare piste e percorsi ciclabili adiacenti sia a strade di nuova costruzione sia a strade oggetto di manutenzione straordinaria.

Ci preme anche sottolineare la potenzialità di questi percorsi locali, adattissimi allo sviluppo di un turismo sostenibile ed in particolare al cicloturismo, dato che costituiscono importanti collegamenti tra Perugia, Marsciano ed il lago Trasimeno. Una tendenza del turismo in fortissima crescita negli ultimi anni, che attira e concentra investimenti locali e nazionali, in quanto favorisce lo sviluppo economico dei territori coinvolti, e perciò vista favorevolmente e incentivata dalle amministrazioni comunali e regionale.

Con la presente siamo quindi a chiedere di rivedere profondamente nel merito la posizione assunta dall’Amministrazione Provinciale e ci rendiamo disponibili per un eventuale incontro per affrontare il problema in maniera più dettagliata e cercare soluzioni che possano mettere insieme la sicurezza e una “serena” fruibilità delle strade da parte dei ciclisti.

In attesa di un Vostro riscontro, porgiamo cordiali saluti.

Perugia, 25/01/2021

Paolo Festi – Presidente FIAB Perugia Pedala 340 4685074 presidente@fiabperugiapedala.org

Micaela Doretto – Presidente FIAB Marsciano Amici della Bicicletta 347 8300025 fiabmarsciano@gmail.com