martedì 14 febbraio 2017

Tesseramento 2017

Tesseramento 2017

Al via la campagna tesseramento 2017





Stai con chi sta dalla tua parte. Scegli la bici. Diventa socio FIAB: più siamo più contiamo!

Maggiore sarà la forza della Federazione, più vantaggi ci saranno per i ciclisti: città più ciclabili, più sicurezza stradale e meno inquinamento, maggiori diritti reali ma anche un’apertura culturale quotidiana verso la bici.


Per i nostri soci ci sono tanti vantaggi :
- sarai coperto dall'assicurazione RC per danni a terzi provocati in bici valida in tutta Europa 
- potrai attivare a costi molto convenienti un’assicurazione infortuni
- potrai ricorrere ad una consulenza legale dedicata in caso di sinistri e risarcimenti 
- potrai partecipare al ricco e articolato programma di eventi in bicicletta, per tutte le gambe e per tutte le età: oltre 3000 iniziative tra escursioni, gite, biciviaggi e ciclovacanze in Italia e all’estero, consultabili sul calendario nazionale www.andiamoinbici.it
- potrai partecipare alle nostre iniziative come le gite in bici e gli eventi per bambini e famiglie
- potrai approfittare di numerosi sconti ed agevolazioni, come quelli per gli alberghi del servizio Albergabici www.albergabici.it o delle agenzie di viaggio specializzate in viaggi in bicicletta



Quote associative 2017:
- socio ordinario: 20 Euro
- socio familiare o con età tra 14 e 26 anni: 15 euro
- socio con età inferiore a 14 anni: 5 euro
- Abbonamento annuale alla rivista bimestrale BC: 6 euro


per adesioni e informazioni:
info@fiabperugiapedala.org

lunedì 6 febbraio 2017

martedì 24 gennaio 2017

Giro del Torcolo di San Costanzo

Anche quest'anno in occasione della festa di San Costanzo Fiab Perugia Pedala organizzerà un giro in bici con degustazione del Torcolo di San Costanzo.

L'appuntamento è a domenica 29 gennaio alle ore 9:00 a Porta Pesa.
Da Porta Pesa scenderemo verso Ponte San Giovanni per poi arrivare, passando per il percorso verde, a Ponte Valleceppi. Qui faremo una prima sosta presso Faffa il Fornaio, per bere qualcosa di caldo e assaggiare il Torcolo di San Costanzo offerto da Faffa.
Dopo la sosta, si risale a Perugia passando per via Eugubina e ultima sosta, indicativamente intorno alle ore 12:30, a Porta Pesa presso Lupi Caffè.

Partecipazione libera.
Gradita prenotazione.
Per info:
348 1222128
info@fiabperugiapedala.org



martedì 6 dicembre 2016

BABBOWALK

DOMENICA 11 DICEMBRE FIAB PERUGIA PEDALA PARTECIPERA' A BABBOWALK

dalle ore 8.00 in Piazza Monteluce si svolgerà la seconda edizione di:

BABBOWALK 2016 
Alla ricerca della Renna Perduta

BabboWalk “alla ricerca della Renna perduta” è un evento divertente, colorato e salutare che attraverserà le vie della città di Perugia, la mattina dell’11 Dicembre 2016. 
Festeggiamo l’arrivo del Natale, passeggiando o correndo, vestiti da Babbo Natale e colorando di Rosso il centro storico di Perugia, partendo e tornando nella piazza di Monteluce. Dove ci saranno stand, dj set, ristoro, spazio giochi per i più piccoli con “Coccole di Natale”, giochi e strenne a cura di Cittattiva, e un Babbo Natale a cui si potranno donare regali da destinare ai bambini meno fortunati. 
Fitness & wellness con l'Athletic Body Club.
Una manifestazione dedicata a persone di tutte le età, uomini, donne, anziani e bambini che vogliono vivere un momento di festa e aggregazione, avvicinarsi alla corsa o semplicemente dedicarsi una giornata di festa insieme a parenti, amici e concittadini.

La BabboWalk nasce con uno spirito solidale: parte del ricavato sarà infatti devoluto a diverse associazioni non-profit che avranno un loro spazio per promuovere le proprie attività il giorno della corsa. 
Ci saranno due percorsi:
3,5 km passeggiata non competitiva vestiti da BabboNatale (il vestito verrà consegnato all'iscrizione)
8 km gara podistica competitiva (obbligo di indossare la maglia tecnica compresa nel pacco gara)


Un evento che richiama adulti e bambini nel periodo più bello dell'anno: Il NATALE.

Partenza dalla piazza di Monteluce vestiti da BABBO NATALE.

Il percorso della passeggiata da Piazza di Monteluce prevede il passaggio da: via Brunamonti, via Pinturicchio, Via Battisti, via delle Volte, Corso Vannucci, Giardini Carducci, via Baglioni, via Alessi, via Cartolari, via della Viola, via del Roscetto, Corso Bersaglieri, via Cialdini, via Frà Bevignate, arrivo attraverso la Porta dell'ex Policlinico. 3,5km

Percorso competitivo / non competitivo da Piazza di Monteluce prevede il passaggio da: via Frà Bevignate , via Cialdini, Corso Bersaglieri, via Pinturicchio, via Fabbretti, via Viale Faina, corso Garibaldi, Via Battisti, via Maestà delle Volte, Corso Vannucci, Piazza Italia, Viale Indipendenza, Corso Cavour, Borgo XX Giugno, Via Bonfigli, Via Ripa di Meana, via XIV Settembre, via Brunamonti , arrivo attraverso la Porta dell'ex Policlinico. 8km

Il percorso sarà chiuso al traffico per 1 ora dalla partenza

ISCRIZIONI
Passeggiata 3,5 km:
- 8€ adulti, comprensivo di pacco gara composto dal vestito di Babbo Natale e altri doni entro l'8 dicembre
- 1€ bambini comprende il cappello di Babbo Natale

pre-iscrizioni per assicurarsi il vestito da Babbo Natale 
- di persona entro il 8/12/16presso CutStyle Parrucchieri in via Eugubina 2B/C 
aperto dal martedi al sabato orario continuato 9-19
- via e-mail con ricevuta del bonifico entro il 8/12/16. 
dopo tale data non sarà assicurata la disponibilità del vestito.
IBAN IT37T0570438500000000002592 intestato ad Associazione Occhisulmondo, causale: BabboRun Nome e Cognome. da inviare a associazionemonteluce@hotmail.it 

Competitiva / non competitiva 8km:
8€ in preiscrizione entro l'8 dicembre attraverso www.dreamrunners.it.
10€ la mattina della gara dalle 8.00 presso gli stand per le iscrizioni in Piazza Monteluce, dove si ritireranno anche i pacchi gara delle preiscrizioni
PACCO GARA: maglia tecnica da indossare alla partenza, per i primi 200 iscritti

PROGRAMMA

- 8.00 apertura stand iscrizioni
- 8.45 benedizione di Don Nicola in Piazza Monteluce 
- 9.00 partenza Competitiva / non competitiva
- 9.15 partenza Passeggiata
- 10.30 estrazioni Premi tra i partecipanti non competitiva 
- 11.00 premiazioni competitiva

INFO 
Michele Bigerna 3475188400
Gabriele Duranti 3930822721
https://www.facebook.com/events/1837533486465569/

PARTNER 
con il patrocinio del Comune di Perugia
Università Per Stranieri di Perugia
USL Umbria 
Nuova Monteluce
AVIS Comunale
C.D.P. podistica 
PIEDIBUS del benessere
Parrocchia di Monteluce
Occhisulmondo
Cittattiva
Bosco Sacro
FIAB Perugia Pedala
Piacere Magazine

SPONSOR

Circilo ARCI Sant'Erminio
A.P.D. Monteluce
EMI Supermercati
OVITO
INTERPAN
SCORZONI
Antica Perugia Pasticceria
Ottica Ragna
CutStyle
CR Sport
Nautrgiocando
Acqua Misia
Cantina Ruffini
MG Gomme
Pizzicata
Green Motors

martedì 25 ottobre 2016

Doccia fredda per la Mobilità Ciclistica. Rimandata l'approvazione della legge quadro

Doccia fredda per la Mobilità Ciclistica. Rimandata l'approvazione della legge quadro

Doccia fredda per la Mobilità Ciclistica. Rimandata l'approvazione della legge quadro.
La legge quadro per la Mobilità Ciclistica è stata presentata lunedì 17 ottobre 2016 al Parlamento dal relatore on. Paolo Gandolfi (dell'Intergruppo Parlamentare per la Mobilità Nuova e Ciclistica).
Si era ora in "trepida" attesa dell'approvazione, visto che questa legge esprime una proposta forte per la quale FIAB lavora da anni.

Qui trovate la presentazione della legge, presentata a suo tempo dall'on. Decaro: http://www.fiab-onlus.it/bici/attivita/proposte-di-legge/item/1187-legge-decaro.html e qui trovate gli atti della Commissione parlamentare che l'ha discussa e modificata in questi 2 anni, sottoponendola anche ai diversi pareri necessari (risultati tutti positivi): http://www.camera.it/leg17/126?tab=1&leg=17&idDocumento=2305&sede=&tipo=

Invece oggi la "doccia fredda", la legge non andrà in votazione ma viene rimandata in Commissione, perchè serve un altro parere.

In pratica questo rimando, visti i tempi parlamentari, sembra sancire la definitiva condanna all'oblio. Un forte colpo, insomma, per uccidere ogni speranza nello sviluppo della mobilità ciclistica in Italia; mentre in tutta Europa crescono incentivi e strutture per favorirla, nel nostro Paese si continua a rimandare!

FIAB esprimerà presto con un proprio Comunicato Stampa la delusione, l'amarezza e anche la forte rabbia dei ciclisti italiani, specialmente di coloro che usano la bici ogni giorno come mezzo di trasporto.
Nel frattempo la Presidente di FIAB Giulietta Pagliaccio, anche attraverso i social, ha mandato il seguente amaro messaggio al ministro Delrio.

Caro Graziano Delrio,
Giusto qualche ora fa mi hanno detto che un bambino è stato ferito da un’auto all’uscita dalla scuola e sa perché? Perché a Melegnano, nell’avanzatissimo nord Italia in provincia di Milano, come in moltissime altre città d’Italia, gli amministratori pubblici preferiscono far finta che il problema della sicurezza dei bambini all’uscita delle scuole non esista. Si preferisce pensare a soluzioni varie che non mettano in discussione l’uso dell’auto con le soluzioni più stravaganti, tutto ma non toglieteci l’auto. 
Poco dopo questa notizia, mi arriva l’altra: ancora una volta il Parlamento non è riuscito ad approvare la Legge Quadro sulla Ciclabilità, una legge che avrebbe portato l’Italia, finalmente, ad avere una politica nazionale concreta per cambiare la mobilità nelle nostre città. Una Legge che avrebbe finalmente messo alle strette anche quegli amministratori più riottosi, insensibili e anche incapaci di affrontare il cambiamento per rendere più vivibili le città che governano.
Ci avevamo creduto, vi avevamo creduto che questa volta si potesse realmente “cambiare verso”! Bello slogan, Matteo Renzi, ma evidentemente tra le priorità anche di questo Governo non rientrano la salute pubblica, la sicurezza sulle strade, la vivibilità nelle città che stanno morendo di traffico.
Presidente Renzi, Ministro Delrio, quanti anni ancora dovremo attendere perché la mobilità in Italia sia all’altezza dei paesi europei più avanzati? Quanti morti ancora dovremo contare sulle strade? E quanti a causa di inquinamento e malattie da vita sedentaria?
Che delusione!"

giovedì 22 settembre 2016

Marcia della Pace Perugia-Assisi

Domenica 9 ottobre, Fiab Perugia Pedala partecipa, insieme agli amici FIAB che vengono da tutta Italia, alla Marcia per la Pace Perugia- Assisi. Saremo noi ciclisti ad aprire il corteo!

Chiediamo a tutti gli amatori di ciclismo e di pace di partecipare!

Per precedere il corteo dei camminatori ci raduniamo al luogo di partenza (Porta San Pietro) alle 07.00, per partire alle 09.00.

Vogliamo una massima partecipazione di tutti i ciclisti, per dimostrare quanto la bici può essere veicolo di pace.

Dopo la pedalata lungo il famoso percorso della Marcia arriveremo a Santa Maria degli Angeli, al gazebo della FIAB. Chi vuole può iscriversi per diventare socio della nostra associazione.



Sabato 8 ottobre parteciperemo alla Tavola della Pace. L'appuntamento è alle ore 15:30 in piazza IV Novembre.


altre informazioni al link http://www.paciclica.it/



Per l'ambiente e per la pace da Perugia ad Assisi aperta a tutti coloro che amano la bici

Quest'anno Fiab Perugia Pedala ha il piacere di organizzare e di accogliere una iniziativa nazionale FIAB (Federazione Italiana Amici della Bici) chiamata Paciclica, che rappresenta la partecipazione in bicicletta alla Marcia della pace Perugia-Assisi del 9 ottobre. In pratica, ogni associazione Fiab (oltre un centinaio in Italia ) è invitata a fare, con alcuni suoi iscritti, il viaggio dalla propria città fino a Perugia e da Perugia ad Assisi in bicicletta.
Scopo della manifestazione è sottolineare simbolicamente, con il mezzo di trasporto ambientalmente più sostenibile, l’importanza della tutela ambientale per difendere la pace. 
Nel nostro piccolo la pedalata vuole rappresentare un modo per ricordare l’urgenza di alleggerire, nella mobilità e a livello individuale, la nostra "impronta ecologica". Perché, lo sappiamo bene, fra danni diretti alla salute causati dall'inquinamento da combustibili fossili, guerre per la conquista dei giacimenti di questi combustibili, migrazioni forzate nei paesi poveri causate dai cambiamenti climatici (da eccesso di emissioni di CO2 nei paesi sviluppati) le conseguenze del non-rispetto per l’ambiente sono abbastanza allarmanti.
La pace, per tutti noi " amici della bici"  ha bisogno dell'impegno di ciascuno per costruire valori di solidarietà e pacifica convivenza e la bicicletta è sicuramente uno strumento per vivere le città come luoghi di incontro e non di transito. E nell'incontro s'impara a conoscere le persone, a costruire relazioni e a condividere: di questo c'è bisogno per comprendere anche il diverso da noi e poter costruire una società più equa e pacifica per tutti, dall'Italia al resto del mondo.
FIAB-Perugia Pedala, contaminata da questa passione e da questi ideali, pur vivendo in un territorio geologicamente sfavorevole rappresentato da una città difficile da pedalare, e avendo come scopo sociale la promozione della bici, viene facile andare alla Marcia della pace usando questo mezzo sotto il titolo "tuteliamo l’ambiente per difendere la pace”.  E' solo una gioia rappresentare un gruppo di aggregazione anche per persone che sono incredule sulla possibilità di spostarsi in bici divertendosi e sentendosi "leggeri".


lunedì 12 settembre 2016

Is urban cycling worth the risk? ... un bel articolo dal Financial Times Magazine

Is urban cycling worth the risk?

Illustrations: Lucas Varela
If you live in a big city, you may have thought about cycling to work. You will have weighed up the pros and cons: the health benefits, the low cost, the speed – versus the fact that you might be hit by an 18-tonne articulated lorry. On balance, you may have decided you didn’t want to take the risk.
You would be in the majority. In 2014, 64 per cent of people surveyed by the UK’s Department of Transport said they believed it was too dangerous for them to cycle on the road. These decisions are often based on gut feelings or anecdote: a friend who has had a great experience commuting by bike can inspire us to follow suit, while seeing or hearing about a bad cycling accident may put us off for life.
Such experiences are important. But what do the data say? As cities grow busier, obesity levels rise and climate change becomes a more pressing concern, we asked the FT’s transport correspondent and two of our specialist data journalists to investigate the risks and benefits of commuting by bike in big cities, something all of them do regularly. Here they give us their verdict: is it worth it?

Death and accidents

When a new cycle superhighway opened along London’s Blackfriars Road this year, a long-standing danger was removed. The traffic lights were phased so that cyclists didn’t have to go through the junction at the same time as motor vehicles.
Nine cyclists died riding in London in 2015, all of them hit at intersections, highlighting the concentration of danger at these key pressure points. The designers of London’s new cycle superhighways have made safer junctions a priority. Transport for London, the government agency responsible for the capital’s transport system and the creator of superhighways, is also pushing truck operators to introduce new types of lorry with better visibility, because big trucks are involved in a disproportionately high number of crashes affecting cyclists.
These steps are typical of the efforts under way across the industrialised world to make urban cycling safer. Policy makers hope that, by providing better spaces for cyclists to use, they can encourage the growth of a clean, low-cost transport mode that will take some strain off existing transport systems.
“What we know is that the single biggest thing which deters non-cyclists from cycling is the fear of being injured by a car or a lorry,” says Ben Plowden, a senior director of planning at TfL.
A cyclist travelling for 30 minutes at 12mph burns 300 calories
Mile by mile, people in the UK are actually more likely to die walking than cycling, according to figures from the Department for Transport. For every billion miles cycled last year, 30.9 cyclists were killed, while 35.8 pedestrians were killed for every billion miles walked. Both activities are significantly safer than riding a motorbike – 122 motorcyclists are killed for every billion miles driven.
Of more concern are the statistics around injury. The UK’s overall casualty rate for cyclists, a broader measure which counts serious injuries and slight injuries as well as deaths, was around 5,800 per billion miles in 2015, not far off the casualty rate for motorcyclists – and almost three times higher than the 2,100 per billion miles for pedestrians. As well as cutting the fatality rate, TfL hopes its safety improvements can reduce the rate of injuries.
The front rank of cycle-safe cities worldwide are in northern Europe. City Cycling, published in 2012 and edited by John Pucher and Ralph Buehler, calculated the average number of annual cyclist deaths over the previous five years for every 10,000 daily cycle commuters in big European and American cities. London, with an average of 1.1 deaths per 10,000 commuters, fared better than New York’s 3.8. But both lagged far behind the 0.3 annual average deaths in Copenhagen and 0.4 in Amsterdam.
Simon Munk, infrastructure campaigner for the London Cycle Campaign, says the evidence suggests cycling is higher in cities with safe, segregated lanes and well-designed junctions. While cyclists in London still enjoy only patchy areas of segregation from traffic, their counterparts in Amsterdam and Copenhagen often spend their whole commutes isolated from cars.
Patchy information in the industrialised world makes it hard for statisticians to be more precise than Pucher and Buehler. Data for cities in the developing world – such as Delhi and Beijing – are still more incomplete. “In the cities where people feel under threat, they probably are under threat,” Munk says.
New York and many other world cities are planning similar road improvements to London to increase cycle safety. Paul Steely White, executive director of Transportation Alternatives, a cycle-advocacy group, says his organisation has worked with New York’s Department of Transportation to devise plans for safer junctions. Michael Schenkman, 78, hit in Bayside, Queens, on August 24, became the 16th cyclist to die in New York this year. Such tragic deaths tend to be concentrated, White says, on the city’s periphery, much of which lacks specialist facilities for cyclists, while traffic is heavy and fast-moving.
Some people may never be tempted on to their city’s roads until cycle paths are entirely separate, as in many parts of the Netherlands. In more than 20 years of urban cycling in the UK, I have been knocked off by motor vehicles twice and once by another cyclist. It was only by good fortune that I escaped serious, long-term injury. But the bald facts of those incidents fail to capture anything like the whole, complex picture of the risks I’m taking. Heart disease, cancer, stroke and a tendency to put on weight all pose far more serious risks to my life expectancy than the relatively small risk of a fatal crash.
All forms of transport entail some risk. I was knocked down as a child while crossing a street. I crashed my dad’s car off the road during my first driving lesson. I’ve been caught underground in a subway train during a track fire. Riding a bicycle represents, even under current sub-optimal conditions, a good trade-off between risks and rewards. And as urban design becomes more protective of cyclists, that trade-off can only improve.

Pollution

On a recent London commute, I was surprised to see what looked like the villain from the post-apocalyptic film Mad Max: Fury Road at the lights near Southwark Bridge. I belatedly realised the cyclist was simply wearing a state-of-the-art anti-pollution mask.
Who could blame him for protecting himself? London’s air pollution, which is caused primarily by traffic and diesel fumes, is responsible for 9,500 premature deaths each year, according to a 2015 study by King’s College, London. As a result of their proximity to a parade of exhaust-emitting cars and lorries, cyclists can expect to be exposed to higher levels of carbon monoxide, ozone and nitrogen dioxide than pedestrians. Not just that, but because cycling is more physically demanding than walking, cyclists breathe more heavily while on the road, which means inhaling more fine particulates.
Researchers from the London School of Medicine looked into this issue in 2011. According to their findings, bicycle commuters inhale more than twice the amount of black carbon particles as pedestrians making a comparable trip. The only way to reduce this is to avoid traffic hot spots by taking alternative routes wherever possible.
As a cyclist, the stink of petrol fumes as you sit in traffic behind a lorry can be deeply off-putting, but it’s worth putting the issue in perspective. A recent study by Cambridge University found that the health benefits of cycling – as well as walking – outweigh the risks caused by air pollution in 99 per cent of cities.
After examining the different levels of air pollution in thousands of cities in the world monitored by the World Health Organisation, the researchers established a tipping point – the length of time after which there was no further health benefit, and a break-even point, when the harm from air pollution began to outweigh the health benefit.
“Even in Delhi, one of the most polluted cities in the world – with pollution levels 10 times those in London – people would need to cycle over five hours per week before the pollution risks outweigh the health benefits,” says Dr Marko Tainio, who led the study. In London you could cycle for hours on end every day. The worst city in the study is Zabol, in Iran – but the high level of particulates in the air there is caused by dust storms, not exhaust fumes.
This is not to say that air pollution is harmless, and indeed more needs to be done to tackle the problem at the root. For people who suffer from asthma, have heart conditions or respiratory issues, it’s a serious concern. Cyclists can consider arming themselves with a Mad Max respiratory mask, take quieter routes – and keep the broader benefits in mind.

The health benefits

The risk of serious injury from road accidents is elevated for cyclists compared with car drivers and pedestrians – so is the safest thing to avoid travelling by bike altogether? A broad base of evidence says no. On a population level, the dangers you face are offset by the many benefits associated with an active commute, which will translate for most people into increased life expectancy overall.
I pedal to work come rain, shine or hail, but of course the decision to cycle is an individual preference. What are the arguments in favour of cycling? As the aphorism goes, the best nutrition or exercise regime is not the most extreme, but the one that you can stick with. There can be few better – and easier – ways of doing this than by incorporating physical exercise into an activity you are contractually obliged to do.
Not only is an active commute practical, there is evidence that for some it may be crucial. Official bodies recommend around half an hour of moderate aerobic activity per day for maintaining general health, but multiple studies have shown that even this baseline level of exercise does not always prevent weight gain.
There were 9 cyclist deaths in London in 2015
Regardless of individual circumstances, moving beyond the basic recommendation of 2.5 hours of aerobic exercise per week has consistently been shown to impart additional reductions in the risk of cardiovascular disease. For many people, going beyond half an hour per day may mean they simply do not have enough leisure time to fit in sufficient exercise, with the corollary that the additional activity must be built into the working day.
Compared with other forms of exercise, cycling has two objective points in its favour. First, convenience, in the form of speed. If we take 30 minutes as a conservative upper limit on how long the average person would want to spend travelling to or from work under their own steam, few busy professionals are lucky enough to be within a truly walkable distance of their workplace.
The maximum reasonable commuting distance under an individual’s own steam is 1.5 miles; jump on a bike, however, and that figure escalates to six miles, all without breaking into the kind of sweat that might necessitate specialist, body-hugging gear or needing to shower and change at the office.
A steady run to work may be a more intense workout than a steady cycle – an 11-stone person, running at a nine-minute mile pace (6.7mph) burns just over 400 calories over half an hour, compared with about 300 for a cyclist at 12mph. But pounding the pavement can take its toll on your knees in a way that the more fluid motion of pushing the pedals won’t.

How long could you cycle in your city before the negative impacts of pollution would outweigh the benefits of exercise?

How would the PM2.5 pollution level of    μg/m3 in London affect a cyclist’s health?

Do you cycle to work?

We would like to know what you think about urban cycling. Instagram a photo of you and your bike on your commute, telling us why you choose to travel by bike OR your favourite cycle route, and tag @ft_weekend. We may publish a selection of entries on FT.com
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