martedì 6 settembre 2016

Mobilità sostenibile e salute

Mobilità sostenibile e salute. Firmato protocollo d’intesa fra Rete Città Sane e FIAB

Mobilità sostenibile e salute. Firmato protocollo d’intesa fra Rete Città Sane e FIAB
Firmato a Modena il protocollo d’intesa fra Rete Città Sane OMS e FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta

La Rete Città Sane OMS, di cui attualmente il Comune di Modena detiene la presidenza, è un network di circa ottanta città italiane che lavora sulle tematiche della salute e della prevenzione, seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Anche la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), associazione senza fini di lucro presente in tutta Italia con oltre 150 realtà locali e oltre 20.000 soci e attiva nel promuovere la mobilità ciclistica, include tra le sue finalità quella di realizzare interventi atti a incentivare stili di vita sani a favore della salute individuale e collettiva. Entrambe le associazioni seguono i dettami della Carta di Toronto per l’attività fisica: una chiamata globale all’Azione.

Sulla base di questi comuni intenti Rete Città Sane OMS e FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta hanno deciso di unire gli sforzi, arrivando a un protocollo nazionale che è stato firmato il 1° settembre 2016 a Modena presso l'ufficio della segreteria nazionale della Rete Città Sane e che sigla i comuni impegni di lavoro sui temi della mobilità sostenibile in connessione con la salute.

“La mobilita ciclistica è particolarmente importante in quanto consente un’attività fisica adatta a tutti, facile da svolgere quotidianamente” - commenta la Presidente nazionale di FIAB Giulietta Pagliaccio - “La bicicletta è un mezzo concreto e quotidiano per combattere la sedentarietà ed è un’attività adatta a persone di ogni età, dai bambini, nei quali favorisce lo sviluppo armonico, fino agli anziani, dei quali salvaguardia l’autonomia funzionale aiutando a prevenire le malattie dell’invecchiamento. Ciò ha ovviamente ripercussioni sul piano economico riducendo i costi diretti e indiretti dell’assistenza sanitaria”.

“A Modena nel 2013 è stato sperimentato, per la prima volta in Italia, un sistema sviluppato dall'organizzazione mondiale della sanità denominato “HEAT” (Health Economic Assessment Tool for walking and cycling), che permette di tradurre i benefici di un'aumentata ciclabilità, ottenuti ad esempio con la realizzazione di una nuova pista ciclabile, in risparmi economici sul sistema sanitario pubblico” - fa presente Simona Arletti, Presidente della Rete Italiana Città Sane. – “Investire in mobilità sostenibile è sempre molto conveniente nel lungo periodo, in quando permette di guadagnare più di 10 volte quanto è stato speso”.

Il protocollo fra la Rete Città Sane OMS e FIAB-Federazione Italia Amici della Bicicletta s’inserisce, quindi, in una consapevolezza ormai diffusa e condivisa: grazie all’uso della bici possiamo aumentare i livelli di attività nella popolazione, ridurre l’impatto delle malattie croniche, incentivare il benessere psicologico, ridurre i danni sull’uomo e sull’ambiente dovuti all’inquinamento.

Già definito un primo intervento congiunto tra le due realtà, legato al tema del bike to work, per incentivare l'utilizzo della bicicletta negli spostamenti quotidiani casa-lavoro. Un considerevole numero di aziende pubbliche e private sono state invitate a sollecitare i propri dipendenti adandare al lavoro in bicicletta il prossimo venerdì 16 settembre, 3^ Giornata Nazionale del BikeToWork indetta da FIAB e ad aderire ufficialmente alla campagna attraverso il sito www.settimanaeuropeafiab.it

Un altro significativo appuntamento già in calendario all’inizio di questa collaborazione tra Rete Città Sane e FIAB è l’incontro di sabato 17 settembre alle 18.00 presso il Comune di Conegliano (TV) sul tema "Biciterapia: pedali di salute da Gemona a Lampedusa"Mila Brollo, operatore di salute mentale e diabetica, racconta il suo viaggio in bicicletta di 2.000 km compiuto in primavera: assistita e monitorata dallo staff scientifico delle Università di Trieste e di Pisa Mila Brollo ha attraversato in sella tutta l’Italia, da Gemona del Friuli a Lampedusa, per dimostrare a se stessa e a chi, come lei, è affetto da diabete che pedalare aiuta.

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