Comunicati · 05/09/2026

Se un automobilista prudente diventa un intralcio, forse il problema è l’idea di città che abbiamo costruito

La vicenda dell’automobilista sanzionato in pieno centro a Gualdo Tadino perché procedeva a velocità molto ridotta pone la questione sul modo in cui continuiamo a concepire le nostre città e la circolazione stradale. Comune e Polizia Locale di Gualdo chiariscano le circostanze dell’episodio.

Se un automobilista prudente diventa un intralcio, forse il problema è l’idea di città che abbiamo costruito

La vicenda dell’automobilista sanzionato in pieno centro a Gualdo Tadino perché procedeva a velocità molto ridotta può apparire come una curiosità. In realtà pone una questione molto più profonda sul modo in cui continuiamo a concepire le nostre città e la circolazione stradale.

FIAB Peugia Pedala non intende entrare nel merito della legittimità della singola sanzione, che dipende dalle circostanze concrete e dagli elementi rilevati dagli agenti. Colpisce però quanto riportato dalla stampa e, in particolare, il riferimento a una velocità talmente ridotta da costituire un pericolo per il “normale flusso della circolazione”.

Ed è proprio sulla parola “normale” che riteniamo necessario riflettere.

Perché consideriamo normale che un’automobile debba attraversare rapidamente una città, mentre rischiamo di considerare anomalo un conducente che rallenta in presenza di pedoni? Perché la fluidità del traffico automobilistico continua così spesso a essere assunta come parametro principale con cui valutare il corretto funzionamento di una strada?

Nel racconto pubblicato dalla stampa, il conducente spiega di avere proceduto lentamente per prudenza, anche perché alla guida di un’auto elettrica poco rumorosa e quindi meno facilmente percepibile dalle persone a piedi. Al di là del singolo episodio, è proprio questo il principio che dovrebbe guidare la circolazione nei nostri centri abitati: la velocità dei veicoli deve adattarsi alle persone e ai luoghi attraversati, non il contrario.

Per troppo tempo abbiamo fatto l’opposto. Abbiamo chiesto ai pedoni di fare attenzione alle automobili (come peraltro la bozza del nuovo cds sembra voler nuovamente certificare), ai bambini di non intralciare la strada, agli anziani di attraversare rapidamente, ai ciclisti di non rallentare il traffico. Abbiamo cioè organizzato lo spazio urbano attorno alla necessità dell’automobile di muoversi più velocemente possibile, chiedendo a tutti gli altri di adattarsi.

La sicurezza stradale richiede invece un vero ribaltamento culturale.

In una piazza, in un centro storico, davanti a negozi, abitazioni e luoghi frequentati dalle persone, non dovrebbe essere il pedone a preoccuparsi di non rallentare l’automobile: dovrebbe essere l’automobile a muoversi con tempi e velocità compatibili con la presenza dei pedoni.

È questo il principio che sta alla base della moderazione del traffico e delle Zone 30: l’automobile è ospite dello spazio urbano, non la sua unità di misura.

Naturalmente esistono situazioni nelle quali una velocità irragionevolmente ridotta può determinare effettivamente intralcio o pericolo. Ed è proprio per questo che riteniamo importante comprendere meglio quanto accaduto a Gualdo Tadino.

FIAB Perugia Pedala chiede pertanto al Comune di Gualdo Tadino e alla Polizia Locale di fornire un chiarimento pubblico sulle circostanze dell’episodio e sui criteri che hanno portato a ritenere pericolosa la condotta dell’automobilista.

Come può una velocità ridotta rappresentare un pericolo maggiore rispetto a una velocità più elevata, soprattutto all’interno di una piazza o di un centro storico? E quali criteri vengono utilizzati per stabilire che un veicolo stia procedendo “troppo lentamente”?

Sarebbe utile comprendere quale concreta situazione di pericolo sia stata determinata dalla velocità del veicolo, quale fosse in quel momento la situazione della circolazione e quale comportamento avrebbe dovuto tenere, secondo gli agenti, il conducente per evitare la contestazione.

«Non sosteniamo che un’auto non possa mai procedere troppo lentamente – afferma Paolo Festi, presidente di Fiab Perugia Pedala e coordinatore di FIAB Umbria - Chiediamo però di capire quale pericolo concreto possa aver creato, nel cuore di un centro storico, un automobilista che afferma di aver rallentato proprio per prestare maggiore attenzione ai pedoni. Se la prudenza diventa un intralcio, dobbiamo interrogarci sul modello di mobilità che stiamo difendendo anche per evitare che dalla vicenda possa derivare un messaggio paradossale: quello secondo cui un automobilista che rallenta per tutelare pedoni e persone presenti nello spazio urbano sia un comportamento da scoraggiare e che rischi una sanzione proprio per essere stato eccessivamente prudente. La sicurezza stradale richiede certamente il rispetto delle regole da parte di tutti, ma richiede anche che la prudenza venga incentivata e riconosciuta come valore».

Per questo il caso di Gualdo Tadino può diventare un’occasione utile per una riflessione più generale:

nelle nostre città vogliamo continuare a misurare il buon funzionamento delle strade sulla velocità con cui riescono a scorrere le automobili, oppure sulla sicurezza e sulla qualità dello spazio nel quale vivono le persone?

Per FIAB la risposta è chiara: una città non funziona meglio perché le automobili possono attraversarla più velocemente. Funziona meglio quando tutti possono attraversarla in sicurezza.